2019 - 10 - 12: Prof.ssa Maria Pia Sammartano - Pietro Consagra: l'uomo, l'artista

Sabato 12 ottobre 2019 alle ore 18.15 nella sala delle conferenze dell'Associazione per la Tutela delle Tradizioni Popolari del Trapanese sita in Trapani via Vespri 32, come previsto dal calendario delle attività del XXXIII Corso di cultura per l'anno 2019 ha avuto luogo l'incontro con la Prof.ssa Maria Pia Sammartano che ha intrattenuto i presenti sul tema: '' Pietro Consagra: l'uomo, l'artista ''.
 













La relatrice, proveniente appositamente da Mazara, dove sarebbe poi ritornata in serata, è stata ricevuta dal Presidente, Prof. Salvatore Valenti, e dai presenti con la consueta cordialità e con interesse considerato che era la prima volta che partecipava alle attività culturali del sodalizio. Laureata in Lettere classiche all'Università di Palermo ha scritto varie biografie, fra cui quella dell'artista Pietro Condagra su cui verteva il tema della serata, ha al suo attivo la collaborazione con varie riviste culturali ed ha compiuto anche vari studi di approfondimento su vari argomenti.


Apertio l'incontro, chiedendo scusa alla relatrice per motivi organizzativi, il Prof. Valenti ha comunicato ai soci presenti che l'escursione di un giorno prevista per domenica 27 ottobre a Montevago, era da considerarsi annullata.

In sostituzione sono state quindi proposte le seguenti alternative:
- una visita guidata, da prenotare per tempo, da effettuare un mercoledì, entro l'11 novembre 2019, al Museo Pepoli di Trapani in occasione della mostra '' Ritratto del Novecento - Capolavori dai Musei Civici di Milano ''
- su proposta della Prof.ssa Sammartano, una visita da prenotare alla '' Mostra su Pietro Consagra '', oggetto fra l'altro del tema della serata, presso il Convento del Carmine a Marsala, entro il 20 ottobre 2019;

e, ciò detto, il Prof. Valenti ha ceduto la parola alla Prof.ssa Sammartano.

Si riporta di seguito una breve sintesi liberamente tratta da quanto detto nel corso della serata che è stata integrata dalla proiezione di una serie di diapositive relative ad alcuni aspetti del Consagra ed alle sue opere che, gentilmente resa disponibili, è riportate alla fine di queste note.

La relatrice ha iniziato la sua esposizione ringraziando l'Associazione per l'invito rivoltole, accettato peraltro di buon grado, in quanto le avrebbe dato modo di parlare di Pietro Consagra, illustre artista mazzarese, e, quindi suo concittadino, da lei conosciuto e del quale aveva scritto anche una sintetica biografia con lo scopo di metterne in evidenza soprattutto l'umanità percorrendo anche nel frattempo le strade della sua arte e la sua evoluzione.

La Prof.ssa Sammartano ha riferito di aver avuto i primi contatti con l'artista circa 20 anni fa quando, in seguito alla visualizzazione di alcune sue opere riprodotte su un CD, ne rimase talmete colpita che si adoperò subito per contattarlo.
Fu l'inizo di una amicizia e di un interesse che durò fino alla sua dipartita e che ancora oggi continua per i contatti da lei mantenuti con la seconda moglie.

La sua biografia riporta che nacque a Mazara il 4 ottobre 1920 da Luigi, venditore ambulante, e da Maria Lentini, casalinga. Dopo le elementari si iscrisse all'ENEM ( Ente Nazionale per l'Educazione Marinara ), ma l'unica materia in cui eccelleva era il disegno per cui successivamente a 16 anni passò ad una scuola serale di disegno dove iniziò ad apprendere le varie tecniche e ad operare con ogni tipo di materiale. 
A 17 anni i suoi primi lavori furono una Statua di S. Vito, ancora visibile in una nicchia della Chiesa di S. Vito in Urbe, un busto in gesso da riprodurre in bronzo di Giovanni Vaccara ed un busto in bronzo del Prof. F. Catania. Realizzava anche tante altre piccole opere oggi in possesso di privati della città.
Considerato il suo talento, il Prof. Catania e L. Vaccara, si interessarono per raccogliere la somma necessaria per mantenerlo agli studi presso il Liceo artistico di Palermo e dopo il diploma conseguito nel 1941 continuò gli studi presso l'Accademia delle Belle Arti della stessa città grazie ad una borsa di studio diplomandosi poi nel 1944. 

Morto il padre nel 1942, nel 1943 richiamò la madre e la sorella a Palermo procurandole anche un lavoro che consentiva il loro sostentamamento ma, ammalatosi a sua volta di tubercolosi, ne riuscì a guarire riprendendosi sia fisicamente che intellettualmente.
Nel frattempo, in seguito allo sbarco degli alleati in Sicilia, si dava a fare ed eseguiva disegni e ritratti per gli ufficiali americani facendo nuove conoscenze fra cui quella con Ugo Attardi che lo fece avvicinare al Partito comunista  cui si iscrisse.
Nel 1944, lasciando la madre e la sorella a Palermo, si trasferì a Roma con la ferma convinzione che solo in quella città era praticata la grande arte.
Conobbe Guttuso che lo aiutò a sistemarsi ma anche altri giovani artisti come Turcato, Accardi, Sanfilippo e Maugeri con i quali si riuniva e discuteva dei nuovi fermenti rinnovatori dopo la stasi in cui l'Italia si era ritrovata nei 20 anni precedenti sia dal punto di vista politico ma anche culturale.
Consagra partecipava attivamente  a tale fermento contro l'arte e la cultura ufficiale apportando il proprio contributo personale scrivendo sull'Unità.














Nel periodo natalizio del 1946 in seguito ad un viaggio a Parigi con gli amici venne a contatto con le nuove idee portate avanti dalla moderna arte europea che portarono alla crisi dell'espressionismo e del realismo restandone profondamente segnato ed influenzato.

Ritornato a Roma entrò in crisi ed insieme agli amici formò il gruppo '' Forma '' ed il giornale '' Forma 1 '' i cui memmbri rigettavano del tutto le idee del realismo in ogni sua forma.

Nasceva così l'astrattismo che diventava disobbedienza,provocazione e trasgressione a cui fece seguito all'interno del Partito comunista una strenua lotta con Guttuso da cui si allontanò definitivamente.

A sua volta egli, partendo dalle idee del gruppo ''Forma '' sfociò nell scultura a due dimensioni nella quale ovviamente mancava la terza dimensione ovvero quella volumetrica.

Nel 1956, in seguito all'occupazione dell'Ungheria da parte della Russia,la sua fede politica entrò in crisi fino alla sua uscita dal Partito che avvenne nel 1957. 

Cominciarono i primi riconoscimenti e contemporaneamente nel 1952 si sposò civilmente a Roma con Sophie Chander. Dal matrimonio, seguito dal divorzio nel 1981, nacquero 4 figli: Maria, Pierluigi, Francesca e Giorgio che oggi operano nel campo artististo e letterario. 

Un elemento che caratterizzò la vita artistica del Consagra fu il ricorrente cambiamento del modo di esprimere la sua arte cambiando il materiale con cui elaborava le sue creazioni: bronzo, ferro, legno, marmo, pietra, onice e lapislazzuli.
Caratteristica del Consagra era quella di anticipare le sue idee e la sua poetica con scritti che la giustificassero. Era sempre mosso non da insoddisfazione ma da una ricerca continua in quanto secondo la sua poetica gli intellettuali progressivi avevano il compito di cercare ed indicare continuamente nuove strade da seguire per non fossilizzarsi.

Nel 1980 scrisse una sua biografia per Feltrinelli intitolandola '' Vita mia '' che fu premiata con il '' Premio Mondello ''.

Nel 1983 l'Università di Palermo gli conferì a Laurea honoris causa in Pedagogia.

Nel 1995 si trasferì a Milano dove poi morì il 16 luglio 2005, ma come suo desiderio fu sepolto a Gibellina.

Numerosissime furono le sue personali allestite in varie città europee ed americane; espose diverse volte anche alla Biennale di Venezia, e notevoli e numerosi furono i riconoscimenti per la sua arte. 

Notevole fu la produzione delle sue opere che talvolta generosamente donava agli amici.














Consagra fece dono alla città di Mazara di una fontana che venne collocata in piazza Mokarta. Al suo centro l''opera che rappresentava " La vita che nasce dalle acque ". Ttale era infatti la sensazione che un osservatore, venendo allora da Corso Umberto 1°, aveva guardando la fontana poichè in prospettiva le figure sembravano sorgere proprio dal mare. L'opera tuttavia non ebbe allora la giusta comprensione da parte dei mazzaresi.


Dall'agosto del 1967 al maggio del 1968 il Consagra soggiornò negli Stati Uniti e quando ritornò in Italia elaborò il concetto della  '' Città frontale '' intesa come una città ideale progettata in modo diverso rispetto ai canoni urbanistici fino ad allora utilizzati. Secondo il suo pensiero nella loro progettazione non doveva essere messa in evidenza la loro funzione ma la loro qualità estetica. Con la città frontale l'artista assumeva un nuovo ruolo nei confronti dell'architettura in cui non si accontentava più di collaborare con gli architetti ma di intervenire anche nella progettazione degli edifici.

Così progettò nel 1972 il '' Meeting ''. L'edificio si configura come un grande edificio frontalmente piatto, ma con piani e linee curve continue e giochi di luce dati dalla trasparenza delle facciate. L’edificio fu concepito come sede museale ma anche come luogo di appuntamento e crocevia fra tante direzioni. Oggi è stazione degli autobus e luogo d’incontro ed in esso sono ospitati bar ed ambienti polivalenti.

Altra opera progettata ma non realizzata era la nuova facciata del Palazzo Comunale di Mazara di cui è rimasto un plastico in compensato realizzato dal Maestro che può essere ammirata nella sala Consagra del Centro Polivalente .

Dopo il terremoto del 1968 che distusse Gibellina ed altri centri urbani della Valle del Belice, il senatore Ludovico Corrao oltre alla ricostruzione della città operò per creare un museo a cielo aperto e molte sono le opere architettoniche ed artistiche contemporanee che vi si trovano e che si possono ammirare.  

Fra gli artisti allora chiamati ci fu anche il Consagra. Egli progettò nel 1981 una stella in acciaio che fu eretta sulla strada che conduce a Gibellina nuova che richiama le luminarie che in passato venivano realizzate in paese per le festività. 
Essa, denominata dall'autore '' Ingresso al Belice '', simbolo della sua rinascita, con il tempo è divenuta la porta di ingresso della omonima valle nonchè anche la sua identificazione.

Gibellina pertanto, nel complesso, è da considerarsi un compendio della grande scuola d’arte che è possibile ammirare camminando semplicemente tra le strade e le piazze ed una vasta galleria di arte contemporanea al quale manca la partecipazione del suo miglior pubblico: i Gibellinesi. 

La Prof.ssa Sammartano ha concluso la sua esposizione riportando una frase che lo stesso Consagra pronunciò nel corso di una sua conversazione: '' Ho fatto la mia scultura atratta per vivere da falco sulle cime di un orgoglio povero ''  che ben sintetizza la grandezza del personaggio oggetto dell'incontro della serata.














Al termine di un breve dibattito il Prof. Valenti dopo aver ringraziato la relatrice per l'interessante prolusione tenuta su un personaggio che tanto lustro ha dato al nostro territorio, a ricordo della serata le ha offerto il libro di S. Costanza '' La libertà e la roba - L'età del Risorgimento ''.


La serata si è quindi conclusa con i saluti di arrivederci a sabato 19 ottobre 2019 alle ore 18.00 nei locali dell'Associazione per il prossimo incontro in programma previsto dal calendario delle attività del XXXIII Corso di cultura per l'anno 2019.



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